Il museo non l’ho ancora visto. L’inaugurazione ci sarà domani. Per ora ho visto solo questa foto.

Se il museo si dovesse esaurire con questa bacheca mi lascerebbe perplesso.
Ho chiesto lumi all’IA. La domanda è stata: questa bacheca può considerarsi un museo?
La risposta è stata:
Nel contesto culturale di oggi la bacheca può definirsi un micro-museo narrativo o un’installazione museale. I motivi sono 3:
Identità dei reperti Il museo milanese, promosso da Plastic Free Onlus, espone: una trentina di flaconi, vasetti di yogurt e vecchie coppe gelato recuperati dagli argini e dal delta del fiume Po. Gli oggetti sono reperti archeologici contemporanei con una dignità storica.
Il criterio del valore narrativo
Il moderno concetto di museo non si limita più a contenere oro o dipinti rinascimentali. Strutture focalizzate sull’antropologia e sull’ecologia usano piccoli oggetti quotidiani per raccontare una grande storia. Gli oggetti in bacheca dimostrano visivamente l’eternità del monouso e l’evoluzione dei consumi dagli anni ’50 agli anni ’90.
La Teoria della “Linea del Tempo”
La sequenza cronologica divisa per decenni (Anni ’50, ’70, ’80, ’90) per mostrare come la plastica non scompaia, ma cambi solo luogo.
Oltre al fatto che migliaia di persone che si sono spese per recuperare la plastica sui greti dei fiumi e del mare e dell’uso dell’IA che ha permesso di catalogare gli oggetti in bacheca perché queste plastiche recuperate alla foce del Po sono arrivati in Zona 3? Nota 2
Di certo non hanno fatto loro il percorso inverso. Ma quanto dista la Zona 3 dalla foce del Po?
Sempre l’IA mi ha risposto: considerando un percorso interamente fluviale. la distanza tra il Municipio 3 di Milano e le principali foci del Po (faro di Pila / Delta del Po) è di circa 369. Questo viaggio ideale d’acqua dolce non è lineare e si sviluppa seguendo la rete idrografica storica lombarda e il corso del fiume più lungo d’Italia.
La scomposizione del percorso fluviale Per calcolare la distanza totale, l’itinerario acquatico viene diviso in tre segmenti principali:
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- Dal Municipio 3 alla Darsena di Milano (circa 5-7 km): Il Municipio 3 (zona Porta Venezia, Lambrate, Città Studi) è storicamente lambito dal fiume Lambro e dal Naviglio della Martesana. Seguendo idealmente la cerchia interna dei navigli (oggi in gran parte interrata o non navigabile) si raggiunge il porto cittadino della Darsena.
- Dalla Darsena di Milano al fiume Po tramite il Naviglio Pavese (circa 33 km): Il collegamento storico verso sud avviene immettendosi nel Naviglio Pavese, che scorre da Milano fino a Pavia sfociando nel fiume Ticino, a pochissimi chilometri dalla confluenza naturale di quest’ultimo nel Po.
Nota 1: Attualmente questo tratto non è interamente navigabile in barca a causa della presenza di numerose conche storiche non operative. - Lungo il fiume Po fino al Delta (circa 325-330 km): Una volta entrati nel letto del Po nei pressi di Pavia, si segue la naturale via navigabile Padana passando da Piacenza, Cremona e Ferrara. La distanza fluviale ufficiale misurata dall’AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) dal tratto di Cremona fino alle foci adriatiche (Faro di Pila) è di circa 280 km, a cui vanno sommati i circa 45-50 km di fiume percorsi da Pavia a Cremona.
Tabella delle distanze
Tratto del percorso fluviale Corso d’acqua utilizzato Distanza stimata (km) Municipio 3 -> Darsena Naviglio Martesana / Canali urbani ~6 km Darsena Milano -> Pavia / Po Naviglio Pavese e Ticino ~33 km Pavia -> Cremona Fiume Po (Tratto superiore) ~50 km Cremona -> Delta del Po (Foce) Fiume Po (Idrovia Padana principale) ~280 km Distanza Totale Fluviale Intero sistema idroviario ~369 km
Nota 1) Le numerose conche storiche del Naviglio Pavese non sono più operative dal 1965, anno in cui è cessata definitivamente la navigazione mercantile e commerciale lungo il canale. Più precisamente, la fine formale dell’utilizzo delle chiuse e del canale per la navigazione è avvenuta attraverso due passaggi chiave:
1965 (Ultima navigazione commerciale): Gli ultimi storici barconi da trasporto (noti anche come magani o barche pavesi) hanno solcato le acque del naviglio prima che il canale venisse declassato a uso esclusivamente agricolo e irriguo a causa del trasporto su gomma.
1978/1979 (Sospensione per legge): La navigabilità del canale è stata ufficialmente revocata a livello legislativo, sancendo l’abbandono definitivo dei meccanismi idraulici delle conche (con la sola eccezione di alcune strutture restaurate a Milano come la Conchetta, che non consentono comunque la continuità verso Pavia)
** Questo articolo non lo dice, sarebbe diventato troppo lungo. Ma non disperate ve lo dirò.
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